riciclo dei metalli
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I TREND DEI MERCATI DEI METALLI

COS’E’ L’ECONOMIA CIRCOLARE

IL RICICLO DEI METALLI: LE BASI

Scuro Chiaro

Il settore della siderurgia europea ritorna a vedere prospettive di ripresa a breve e medio termine, ma può essere condizionato dai trend delle quotazioni dei metalli. Il recupero del settore è partito e si prevede che proseguirà fino a fine anno, anche se in un contesto di incertezza persistente. Tuttavia i mercati dove la domanda di acciaio è più forte sono in fase di uscita dalla crisi anche in Europa e le scorte sono scarse: questo può determinare che le quotazioni continueranno a crescere dopo la fiammata di inizio 2021, che è tutt’altro che effimera.

L’UE resta il secondo mercato commerciale per l’acciaio. Il tasso di crescita annua risulta negativa tra il 2008 e il 2020 per il 2.7%, secondo i calcoli di Eurofer, l’associazione europea dell’acciaio. Le economie europee (e Ocse) hanno superato il punto più basso del ciclo dopo il terzo trimestre 2020. Tuttavia, gli indicatori anticipatori e di fiducia nell’Ue segnalano ancora una ripresa debole e diseguale tra i Paesi europei.

Sebbene l’industria sia tornata alla piena operatività, il settore dei servizi resta sottotono e la recessione record del Pil del 2020 (-6,3% nell’Ue, ma -8,8% record in Italia) ha avuto conseguenze negative nel primo trimestre del 2021 – nonostante il generoso supporto pubblico a livello europeo (NextGenEU da 750 miliardi di euro e i massicci acquisti di bond della Bce fino a marzo 2022). I tempi di attuazione sono incerti perché le approvazioni avvengono a livello di singolo stato nazionale, così come gli effetti, che si esprimono nel considerevole aumento del debito pubblico. Inoltre il quarto trimestre ha visto perdurare il calo del Pil in Ue (-0,6%) a causa di una terza ondata Covid più virulenta del previsto e di una campagna vaccinale che procede a rilento. Sull’altra sponda dell’Atlantico, dove le vaccinazioni procedono a ritmi molto più veloci, il Pil è balzato del 4%.

LO SCENARIO PER LE MATERIE PRIME

(fonte: Eurofer)

Per le materie prime si registra, dopo il crollo del 2020, un forte rialzo nei primi mesi di quest’anno. L’aumento esponenziale della domanda cinese, seguita poi dal resto del mondo e dalla contrazione dell’offerta oltre che dalle difficoltà logistiche hanno creato una tempesta perfetta. I metalli non hanno fatto eccezione: crollo e recupero dovuto al balzo della domanda cinese e alla crisi di offerta. E forse la dinamica è dipesa anche da un eccesso di misure protezionistiche che potrebbero essere riviste». Quanto all’acciaio, la corsa delle quotazioni è stata violenta: «i basici hanno fatto segnare da ottobre un raddoppio delle quotazioni, e +6% da inizio anno.

IL BOOM DEL RAME

Prezzi a livelli record da dieci anni a questa parte per il rame. Ma non è il solo metallo a sconvolgere i mercati. Tra le cause, la crescente decarbonizzazione energetica.

Tutto vero: più di diecimila dollari a tonnellata, livelli che non si vedevano dal 2011. Il prezzo del rame tocca vertici da capogiro, facendo sobbalzare il mercato sia dell’elettronico che degli elettrodomestici. Una cifra che stacca il precedente record, toccato nel febbraio di dieci anni fa, e che probabilmente proseguirà ancora. Il nodo centrale della questione è l’incredibile accelerata dei consumi, che impedisce all’offerta di restare al passo. Questa situazione è conseguenza del momento storico, che ha accelerato improvvisamente il processo di elettrificazione, segnando un chiaro indirizzo per il futuro.

È una forte fase di rialzo? Probabilmente sì. Ma i benefici si potranno incassare sul lungo periodo. Il trend sembra chiaro: gli investitori puntano sul settore delle commodities (in primis i metalli) per contrastare una tendenza inflazionistica del mercato, andando a compensare il ruolo delle materie prime nell’accrescimento dell’inflazione.

Ma il trend avrà un senso positivo o negativo? Attualmente, la tendenza potrebbe imboccare entrambe le direzioni. La domanda in aumento è un dato di fatto e supera di gran lunga i livelli pre-Covid. Va tenuto conto anche della tendenza alla decarbonizzazione che può portare sia l’Europa sia gli USA ad incentivare gli investimenti nel settore dei metalli. In prospettiva di green economy, il mercato del rame potrebbe vedere un’ulteriore crescita della domanda, vista la sua importanza da un punto di vista sia strategico (capacità di conduttura) che di costi.

Il sentiment è che nei prossimi mesi il prezzo del metallo rosso potrebbe sfiorare quota 10.500 dollari a tonnellata, addirittura i 15 mila entro il 2025. Sono cifre da competizione con il mercato del petrolio. Non solo: anche altri metalli potrebbero fare concorrenza al rame. Ad esempio il prezzo dell’alluminio non toccava tali picchi dal 2018, così come il ferro. La ricaduta si individua soprattutto nel mercato elettronico e degli elettrodomestici, nei quali la produzione è rallentata a causa dall’impennata della domanda.

TRA CRESCITA E TENSIONI

Quel che è certo è che il mercato sta vivendo attualmente una fase di profondo disequilibrio, derivante da una forte crescita della domanda e da un’offerta che non riesce a farvi fronte. Le aspettative nel prossimo futuro convergono su una ripresa economica generalizzata, ma il problema continuerà a rimanere il prezzo delle materie prime.

Lanciano segnali d’allarme il mondo della meccanica i prezzi dell’alluminio e dei prodotti piani d’acciaio, che difficilmente subiranno un significativo ribasso durante tutto il 2021. Inoltre, come avvenuto per molte delle materie prime e dei metalli in campo industriale, il mercato cinese ha fatto scorte strategiche di diverse commodity già durante il 2020, forte di un’economia in ripresa dalla pandemia, generando la contrazione dell’offerta che le imprese europee stanno soffrendo proprio in questi mesi.

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Il nostro focus, in sintonia con il Gruppo Fiori, è esplorare l’economia circolare dei metalli attraverso molteplici punti di vista e approfondimenti, con un tono tecnico, oggettivo e divulgativo. Parliamo soprattutto di metalli e mercati, ma anche di sostenibilità e ambiente, innovazione e tecnologia.  

Arrivederci a presto!

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